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La matematica delle emozioni

     Ricordi. Laddove vi è vita, vi sono anche i ricordi. Un principio, allora, matematico disegna i limiti del tempo: la forma simbolica di quello che siamo. Nel mentre si vive, si ricorda sempre, cullati dal dondolio di ciò che amiamo ripensare e agitati dal resto dei ricordi tristi; eppure, anche i traumi – e, tra questi, anche i più atroci – fanno di noi stessi il fiore più bello.


     Siamo umani, animali, fiori: abitanti di un mondo che cambia, attraverso la matematica delle
memorie. Siamo i nostri stessi discepoli, siamo noi i maestri; impariamo da tutto ciò di cui
rendiamo tesoro nelle nostre intime profondità.


     Storia e storie umane: siamo gli scrittori del futuro. Laddove il passato è uno spazio finito,
scriviamo sempre il futuro, insieme: uno spazio in cui le nostre memorie ancora non sono, ma sonogià in divenire.


     Pensare significa scrivere il futuro, raccogliere con coraggio – con cuore aperto – le memorie importanti, tra cui quelle dolorose, rivivere nello spazio delle intime profondità vite al limite della fine, indagare la vera importanza dei ricordi e riuscire nel temperare le scelte personali.

     Coloro che vivono veramente sono gli innamorati, perché hanno, senza averne possesso, il valore di sapere amare: sapere il peso specifico di ogni amore, amare senza aspettare e senza ritenere, amare sempre il cuore vivo di ogni amore, dopo avere amato il proprio.

     Non si può amare veramente, se non si è capaci – se non si è accoglienti – nel dare amore ai ricordi: essere onesti, ammettere ciò che è stato, riviverlo, rivivendone tutte le paure, responsabili di averci fatto vivere, di averci portato ancora nel presente, risparmiandoci dagli adii e cullando i nostri dolori nell’avere detto addio.

     E per amare veramente è necessario amare la nostra persona, per prima: amare sé stessi. Nulla, nessun amore vero sarebbe mai possibile, senza prima avere imparato ad amare sé stessi dai ricordi: quel corso di pensieri di cui ogni giorno si vive, quando si dorme e quando si godono le giornate;  pensieri, memorie, fanno di noi, con tutti i loro segni – i mali cicatrizzati e gli amori tatuati – tutto quello che siamo: il fiore di noi stessi.

    Nasciamo, impariamo, lottando e amando, conservando ogni vero amore. Viviamo insegnando a noi stessi l’importanza, il sapore delle cose.

    La matematica delle emozioni ha spazio in noi: un amore così vero, duraturo quanto la vita, quanto i viventi: l’amore per essere.

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