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“L’isola che non c’è” di Gian Maria Rossetti: un grido di denuncia sui legami tra politica e Polizia

Un’isola che non c’è, eppure c’è: con le sue falle, le sue perversioni, i suoi segreti. Segreti che Gian Maria Rossetti – una vita passata come Comandante nella Polizia locale e una dedizione smisurata per la sua professione – porta alla luce uno ad uno, svelando ciò che si cela dietro le apparenze e provando così ad invertire la rotta di una nave ormai alla deriva, tutte le “devianze” della Pubblica Amministrazione, della sua troppo spesso impunità e del cieco e silente letargo delle istituzioni.

L’autore, nel suo libro “L’Isola che non c’è. Intrecci tra Politica, Massoneria e Polizia Locale”, pubblicato dall’innovativa casa editrice Edizioni &100 Marketing e disponibile online e in libreria, tira fuori ricordi ed esperienze legate alla sua professione che, più che un lavoro, è divenuta negli anni la sua missione di vita. È in nome di questa che ha lavorato duramente e senza sosta fino a rivestire il ruolo di Comandante, guidato totalmente dalla certezza che regole e diritto vadano rispettati in ogni contesto. Un libro di denuncia, un grido di protesta contro un sistema malato a cui Gian Maria non ha mai voluto piegarsi. L’Isola D’Elba – alias “L’isola che non c’è” – più che mare calmo, ha portato tempesta.

 

Il libro – 140 pagine di coraggio – è l’opera prima di Rossetti, che ha scelto proprio Edizioni come il porto sicuro per portare la sua voce più lontano possibile. Dalla copertina all’editing, ogni processo è stato curato nei minimi dettagli. Il risultato è un libro che parla agli altri e a sé stessi e che chiama tutti in causa, invitando i lettori a riflettere sul proprio ruolo nel mondo. “La triste realtà è che la mia lunga battaglia mi ha aperto gli occhi su una situazione veramente tragica, un tetro quadro di quella che è la condizione dell’Italia: un paese non pronto (e non vorrei dire “inadatto”) a essere onesto, poiché chi lo governa troppo spesso per primo non lo è”, scrive l’autore.

La fotografia che ne deriva, pagina dopo pagina, non è solo uno scatto della sua vita. L’autore, parlando di sé, riflette la realtà dell’intero Paese. Un Paese dove la legalità, la giustizia e la correttezza sembrano essere prerogativa di pochi. “L’anomalia del sistema” – come la chiama nel libro – è infatti un’anomalia che compromette la salute della Pubblica Amministrazione in tutta Italia, da Nord a Sud. L’autore non vuole nascondersi, né sembra avere paura delle reazioni. “Ci saranno”, dice. Ma in lui c’è la forza delle sue credenze, pronte a sfidare ogni rischio. Perché, se le cose vanno male, la colpa è di tutti, anche di chi sta zitto e tace nell’indifferenza e nell’omertà.

Oggi, Gian Maria si chiede quanto sia valsa la pena combattere e giocarsi tutto: dal lavoro che amava alla salute seriamente compromessa, passando per la perdita dei propri risparmi economici. Ma lascia al lettore la propria valutazione, perchè la sua è tristemente segnata dalle ferite e dai colpi a tradimento subiti. Questo libro, spiega l’autore, è “un tracciato della Polizia Locale Italiana che aspetta da troppi anni una riforma che gli stessi amministratori locali non vogliono, perché sanno di preferire i ‘servi’ ai ‘capaci’, i ‘burattini’ ai ‘professionisti’. I primi si possono gestire e servono come capro espiatorio. I secondi non permettono gli “affari” e le forme più becere di amministrare il patrimonio pubblico a proprio piacimento e comodo”.

 

COMUNICATO STAMPA ANSA

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